L’immersione in apnea è una pratica che ha accompagnato l’uomo fin dalla sua prima evoluzione più di 250.000 anni fa , numerose teorie evolutive dell’HOMO ACQUATICUS ad oggi molto accreditate indicano che l’attività di immersione in apnea era necessaria all’uomo durante la sua lunga evoluzione poichè l’approvvigionamento delle risorse presenti nei laghi e lungo le coste avrebbero fornito una serie di nutrienti fondamentali per lo sviluppo del complesso sistema nervoso centrale che si stava pian piano evolvendo.

Ancora oggi numerose popolazioni presenti nel sud est asiatico praticano questo stile di vita ad esempio gli Hama e i Bajau riferiti come nomadi del mare. Studi scientifici molto attuali hanno comprovato la selezione di geni in grado di fornire a queste popolazioni un adattamento fisiologico all’immersione in apnea anche a grandi profondità fino a 70m. Oggi l’apnea è uno sport ricreativo e competitivo ad alti livelli che abbraccia la discesa in profondità , la dinamica in piscina e la pesca subacquea, con alcuni atleti in grado di superare la barriera di 100m per la disciplina del CWF e CWNF ed in alcuni casi , aiutati da slitte di discesa anche i 200m.

La fisiologia dell’apnea è molto complessa e solo di recente la scienza ha iniziato a studiare con un metodo statisticamente accurato ed attendibile le modificazioni fisiologiche ed organiche cui il corpo è soggetto durante la discesa in profondità oppure la restrizione del respiro, i risultati ottenuti aprono nuove strade di terapie per numerose malattie dell’apparato cardio circolatorio e della degenerazione neuronale nell’uomo fornendo quindi un laboratorio scientifico per lo sviluppo di nuove terapie.

La maggior parte di questi articoli però sono portati avanti da gruppi di ricerca in varie parti del mondo e ad oggi non è ancora possibile avere una chiara idea di quello che la scienza è riuscita a provare per quanto riguarda gli adattamenti e le conseguenze biochimiche dell’immersione in apnea. AQUA, un brand Vitaminity, ha speso gli ultimi 3 anni nel cercare all’interno del database PUBMED tutti gli articoli scientifici che facessero riferimento a studi sull’immersione in apnea, con un risultato di 493 articoli. Ogni articolo è stato studiato da biologi molecolari per capire come i risultati ottenuti potessero avere un impatto sulla performance e quali fattori influenzassero quella particolare ipotesi testata. Con i risultati alla mano un team di biologi ha iniziato a lavorare sulle molecole presenti in natura e su come esse potessero migliorare la performance e la sicurezza dell’immersione in apnea.

Prendendo in considerazione tutti vari step della discesa in apnea , della dinamica e della pesca subacquea (fase aerea, fase dinamica ipossica, fase di risalita anaerobica, fase post immersione) abbiamo incrociato i risultati degli articoli scientifici correlando poi le risposte fisiologiche di adattamento con le risposte naturali fornite dalle molecole scelte per creare gli integratori. Con il tempo si è venuto a creare un profilo chimico di diverse molecole naturali la cui sinergica azione avrebbe potuto aiutare ogni aspetto dell’immersione in apnea.

E’ nata così la prima linea di integratori per l’’apnea e la pesca subacquea AQUA con l’intento di creare prodotti specifici per queste discipline al fine dimigliorare la performance degli atleti, aumentare la sicurezza a causa di un minor dispendio energetico ed inoltre , aspetto poco preso in considerazione ad oggi, controllare gli effetti ossidanti e degenerativi dello stato ipossico creato da questa attività a lungo termine.

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